Aglianico del Vulture

È il vino più importante del comprensorio lucano e, senza alcun dubbio, uno dei rossi italiani di grande lignaggio, al pari con Barolo, Barbaresco o Brunello. L'area di produzione si trova sulle pendici del Vulture, antico vulcano spento, dove in alcune zone i vigneti vengono coltivati con impianti molto fitti e una densità unica al mondo: addirittura 20 000 piante per ettaro.  Nelle aziende più tradizionali la fermentazione avviene in vasche di vetroresina o in legno, in altre più moderne in acciaio. L'Aglianico del Vulture normale deve rimanere un anno a invecchiare in cantina, il Vecchio e il Riserva rispettivamente 3 e 5 anni, con una gradazione minima di 12,5°. Vengono usate grandi botti di rovere per una maturazione ottimale e per ammorbidire il carattere del vino, che trascorre infine un lungo periodo di affinamento in bottiglia.

Esistono anche versioni di Aglianico Amabile e una, molto interessante, di Spumante, adatta a dolci lievitati e pasticceria secca.

Caratteristiche

    • Colore: Rosso

Il vino a tavola

E importante, come sempre con vini di questo genere, che le bottiglie vengano conservate orizzontali. Sia giovane sia invecchiato, l'Aglianico del Vulture va stappato qualche ora prima del consumo, lasciato decantare in caraffa e servito a temperatura ambiente (18-20 °C).

Si sposa con arrosti di carne rossa, preparazioni a base di carne di maiale, selvaggina di piuma e di pelo, specialmente se con salse e intingoli, grandi grigliate miste, formaggi stagionati.

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