Barbaresco vino piemontese

Il Nebbiolo è considerato uno dei grandi "padri" dei vini italiani: la stessa uva è infatti all'origine della produzione del Barbaresco DOCG (in una ristretta zona della provincia di Cuneo, attorno al comune di Barbaresco), del Barolo (in numerosi altri comuni attorno ad Alba) e di altri vini con caratteristiche e tipologie determinate da clima e terreni (in provincia di Novara, in Valtellina e altrove).

Il Barbaresco deve avere un invecchiamento obbligatorio di due anni, protratto a quattro anni per il tipo Riserva.

I metodi differiscono secondo i produttori: c'è chi, dopo la fermentazione, lascia il vino a maturare in fusti di rovere da 50 ettolitri o in botti più o meno grandi, e chi fa ricorso a barrique da 225 litri.

Caratteristiche

A tavola con il Barbaresco

Il Barbaresco entra nel momento ideale di consumo dopo il quarto anno, ma il suo ciclo vitale è ben più ampio: in una cantina asciutta, fresca e buia può superare agevolmente i dieci anni e procedere oltre, specialmente se si tratta di vendemmie particolarmente riuscite.

Considerato tra i migliori vini del mondo, per la grande cucina esige determinate cure di servizio. La bottiglia va collocata in anticipo, meglio un giorno prima, nella sala dove verrà bevuta, in modo che raggiunga la temperatura ambiente (18-20 °C), e stappata con qualche ora di anticipo. L'ideale sarebbe trasferire con cautela il vino in una caraffa a fondo largo e consumarlo in ballon molto panciuti, nei quali possa ruotare alla sollecitazione della mano e liberare i suoi profumi.

I piatti più adatti sono tutti i grandi arrosti di carne rossa, selvaggina in salmì o in civet, formaggi importanti.

Visiona tutti i vini in Piemonte.