Barolo

Definito "il re dei vini e il vino dei re", il Barolo, tutelato dalle rigide regole della DOCG, può essere prodotto esclusivamente in provincia di Cuneo nei territori dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi d'Alba, Serralunga d'Alba e Verduno.

La sola uva ammessa è il Nebbiolo. L'invecchiamento obbligatorio in cantina è di tre anni (di cui almeno due in botti di rovere o di castagno) per il tipo normale e di cinque anni per il Riserva.

Il terreno sul quale vengono coltivati i vigneti è in prevalenza calcareo-argilloso, collinare, a quote variabili fra i 300 e i 500 metri, sempre con esposizione prevalente a sud. A seconda delle aziende, la densità delle viti va da 3500 a 5000 ceppi per ettaro; ogni ceppo viene potato in modo da ottenere uno o due chilogrammi d'uva.

La fermentazione avviene in vasche di acciaio inossidabile. I sistemi di invecchiamento differiscono secondo i produttori: nella maggior parte dei casi il vino matura in fusti di rovere da 10 a 50 ettolitri e di età compresa fra i 10 e i 60 anni. È tuttavia sempre più frequente il ricorso a barrique in rovere da 225 litri, nuove o utilizzate per non più di tre vendemmie.

Caratteristiche

Barolo e abbinamenti a tavola

Il Barolo entra nella sua stagione ottimale a partire dal quarto anno, matura splendidamente fino all'ottavo o al decimo, e prosegue la sua vita per molti anni ancora.

La bottiglia va conservata orizzontale, aperta alcune ore prima del consumo e possibilmente caraffata: temperatura ideale di servizio 18-20 °C, bicchieri panciuti tipo ballon.

L'abbinamento gastronomico abbraccia tutti i grandi arrosti di carni rosse, i brasati, la selvaggina in salmì o in civet, i formaggi stagionati.

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