Bianco dei colli albani

Si produce nei territori Comunali di Ariccia e di Albano, oltre che in parte del Comune di Roma, Pomezia, Castelgandolfo e Lanuvio. Si ricava da uve di Malvasia rossa e bianca di Candia fino al 70 per cento, Trebbiano toscano giallo, Trebbiano di qualità verde dal 25 al 50 per cento, Malvasia laziale (Malvasia Puntinata) dal 15 al 40 per cento, Bonvino, Cacchione ed altri vini locali sino ad un massimo del 10 per cento.

La produzione è di centocinquanta quintali per ettaro vinificato al 72 per cento. Si ottiene, vinificando in bianco, un vino dal bianco carta al giallo verdolino, raramente più carico, verso toni paglia. Il profumo è delicato, leggermente vinoso, un po' fiorito. Il sapore è secco, più o meno morbido, talvolta amabile. L'alcolicità minima di 11,5 gradi. L'acidità va dal 4,3 al 4,5 per mille. Quando raggiunge i 12 gradi alla vendemmia e viene messo al consumo con almeno 12,5 gradi di alcol, può portare la qualifica di Colli albani Superiore.

Caratteristiche

Accostamenti a tavola

Vino da non invecchiare. Il tipo Superiore può conservarsi non oltre i cinque anni, il tipo comune non supera generalmente il terzo anno. Si accompagna sui salumi non troppo saporiti, e sui primi con sughi leggeri, anche di carne in chiaro data la sua corposità e alcolicità. Adattissimo con piatti di pesce e di uova, con antipasti magri, con pizze di ogni tipo, soprattutto con quelle preparate con condimenti di magro, con formaggi morbidi e saporiti.

Il tipo amabile è più adatto a creme di verdure, vellutate, ricche di besciamella. Si serve a 10 gradi nei bicchieri da bianco fresco. Se ne produce anche un tipo spumantizzato di non grande interesse.

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