Capri Bianco

L'immagine splendida di Capri è strettamente legata al suo vino bianco di antica origine e ai vigneti che fanno parte del panorama, coltivati nelle poche aree pianeggianti dell'isola e lungo le sue scoscese pendici su terrazzamenti pittoreschi sostenuti da muretti a secco.

Le uve utilizzate per la produzione del Capri Bianco DOC sono Greco e Falanghina, comuni a tutta la viticoltura campana, con l'aggiunta del Biancolella che ha invece caratteristiche isolane riscontrabili tanto a Capri chea  Ischia, dove viene utilizzato in purezza. Gli impianti sono prevalentemente a cordone speronato, a quote attorno ai 200 metri e in zone orientate a sudovest, in modo che l'uva sfrutti al massimo le ore di sole e di luce fino all'estremo tramonto e sia al tempo stesso protetta dalle correnti fredde provenienti da nord. Dopo la vendemmia, a ottobre, il vino fermenta e rimane ad affinarsi in vasche di acciaio inox fino alla primavera successiva.

Caratteristiche

    • Colore: Rosso
    • Colore: Bianco

Consumo e accompagnamento

Il Capri Bianco è vino da consumarsi entro i due anni dalla vendemmia, va servito fresco, sui 10°C, come aperitivo e per accompagnare i classici piatti della cucina marinara isolana e napoletana in genere, soprattutto il saute di vongole, l'insalata di gamberi, le cozze ripiene, gli spaghetti ai crostacei.

Il Capri Rosso, è vino di medio invecchiamento, non oltre i tre o quattro anni, da servire sui 16°C di temperatura, con un intero menu di carni bianche o di pesce grasso salsato. In particolare l'abbinamento riesce con paste al ragù d'agnello, coniglio in fricassea, braciole di maiale ai capperi, cernia al forno, guazzetto di anguilla.

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