Est Est Est

Si produce nei Comuni di Bolsena, Montefiascone, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gracoli, Capodimonte, Marta.

Si ottiene da uva di Trebbiano Bianco (Procanico) per un 65 per cento, Malvasia bianca toscana 20 per cento, Trebbiano giallo (Rossetto) per un massimo del 15 per cento. La resa è di centotrenta quintali per ettaro in coltura specializzata, con una vinificazione non superiore al 70 per cento. Si ottiene un vino giallo paglierino tenue, brillante. Il pro fumo è vinoso, con toni aromatici. Il sapore è pieno, corposo, armonico, dal gusto asciutto, più o meno morbido; esiste anche un tipo squisitamente abboccato. L'alcolicità minima è di 11 gradi, con punte massime vicino ai 12 gradi. L'acidità è tra il 3,5 e 4 per mille. Talvolta leggermente più alta.

Curiosità l'origine del nome.

Nel XII secolo un gentiluomo tedesco, tale Giovanni Fougger al seguito di Enrico V che si recava a Roma per esservi incoronato imperatore, aveva mandato avanti un suo fedele « assaggiatore » per segnalare i luoghi dove si poteva gustare il miglior vino. Il Fougger difatti era un grosso amante della buona tavola e del buon bere; si direbbe oggi un gourmet. Il servo doveva indicare con «Est» i luoghi dove pensava possibile degustare un buon bicchiere.

A Montefiascone, questo antico sommelier data la qualità del vino che trovò, non potè fare altro che segnare con tre « Est », cioè con tre sì, la bontà dei vini che qui c'erano.

Il Fougger arrivò, bevve, e tanto bevve che per questa sbornia colossale ci rimise la pelle. Lasciò però un legato nel suo testamento che chiedeva di essere abbeverato anche dopo morto; difatti, volle che da un'apposita apertura, praticata nel marmo della sua tomba, venisse versato, soprattutto nelle ricorrenze, un certo quantitativo di quel biondo nettare, quel «Est Est Est» che gli aveva procurato la morte.

La faccenda durò sino a quando il Cardinale Barbarico pensò meglio di destinare quel buon vino ad un collegio di seminaristi. L'anima si agitò nell'Aldilà, ma lo spirito fu combattuto con solenni bevute alla sua salute, tanto che, vedendo tanta gioia sprigionata da quel vino che per lui era stato veleno, il nostro « santo» non più uomo si calmò. Ancor oggi si declamano i versi latini scritti sulla sua tomba dal servitore che non volendo l'aveva perso quale padrone...

Hic iacet Johannes de Foucris dominus meus, qui propter nimium 'est est est' mortuus est. (Qui giace Giovanni Fougger mio signore, che per un bicchiere di « est! est! est! » in più ci rimise la vita).

Caratteristiche

Vino da tavola

L'Est Est Est è un vino da bersi giovane, da non fare invecchiare oltre il terzo anno dalla vendemmia; è preferibile consumarlo prima. E' un vino da tutto pasto: squisito sul pesce, specialmente quello di lago. Eccezionale sulle anguille alla bisentina cotte in alloro ed aceto bianco, e sui lavarelli del lago di Bolsena. Perfetto con gli spaghetti all'aglio e olio. Sposalizio d'amore sulle lumache alla romana come lavabocca superlativo. Ottimo sui carciofi alla giudia. Il tipo abboccato si sposa meravigliosamente sulle creme di verdura, sul souffla di formaggio e sugli sformati sempre di verdura con i fegatini.

Va servito a 10 gradi di temperatura nei bicchieri da bianco fresco.

Visiona tutti i vini nel Lazio.