Ghemme

Appartenente alla grande famiglia dei vini novaresi, il Ghemme DOCG si distingue dal "confinante" Gattinara non solo per la differenza della composizione (il Gattinara accetta con il Nebbiolo solo una minima percentuale di Bonarda, mentre il Ghemme può avere anche Vespolina), ma anche per la tipologia del terreno, che è costituito essenzialmente da ammassi morenici della zona alluvionale del ghiacciaio del Monte Rosa, particolarmente ricchi di minerali.

La vendemmia ha inizio nella seconda metà di ottobre. Dopo la fermentazione in acciaio inox, il vino rimane per legge a invecchiare quattro anni in botti di rovere, ma qualche produttore preferisce tenere i grandi cru più a lungo, anche sei o sette anni.

Il Ghemme acquista all'affinamento in legno (talvolta alle botti si sostituiscono le barrique) caratteristiche di grande eleganza. Da giovane ha un profumo marcato dal fruttato e dal sottobosco, con l'etàsi arricchisce con sentori di resine, viola e mandorla torrefatta.

Caratteristiche

Il Ghemme a tavola

Il Ghemme e i vini novaresi in genere sono indicati per accompagnare un intero pasto piemontese, con piatti piuttosto saporiti e salsati.

Tra i primi piatti sposano agnolotti, paniscia (risotto con verdure e legumi) e polente conce, tra le pietanze tutte le preparazioni in umido e arrosto di carni bianche e rosse, di selvaggina di piuma e di pelo, il fritto misto alla piemontese, i formaggi a pasta dura. Le bottiglie vanno conservate orizzontali e stappate qualche ora pri¬ma del consumo.

Servire il vino a una temperatura di 18-20 °C, meglio se decantato in caraffa.

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