Grignolino

Tutto il mondo del Grignolino gravita nelle province di Asti e Alessandria, addirittura con due disciplinari DOC ben distinti. Il più anziano è quello del Grignolino d'Asti, approvato nel 1973 e seguito un anno dopo da quello del Grignolino del Monferrato Casalese.

Le differenze sono minime, c'è chi rileva nel Grignolino d'Asti riflessi cerasuoli e in quello del Monferrato tendenti al rosso geranio, chi avverte un fondo di profumo di ciliegia e chi no. Molto dipende dalle zone di produzione e dalle tecniche di lavorazione che però sono identiche.

Con l'avvento dei moderni impianti di cantina, il Grignolino, che un tempo veniva lasciato maturare nel legno, trascorre l'intero ciclo produttivo in acciaio inox. Soltanto in pochissimi casi alcuni cantinieri fedeli alla tradizione mantengono il passaggio in grandi botti prima dell'imbottigliamento.

Caratteristiche

Il Grignolino a tavola

Il Grignolino non sopporta l'invecchiamento.

Va bevuto giovane, entro l'anno - secondo gli esperti - quello del Monferrato Casalese, non oltre il secondo anno quello di Asti.

È un classico e grande vino da tutto pasto, va bevuto fresco di cantina (14-16 °C). Si abbina molto bene con arrosti e umidi di carni bianche, pollame, coniglio, agnello, e in particolar modo con tutti i piatti in fri¬cassea, quelli a base di uova e il fritto misto alla piemontese.

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