Lambrusco di Sorbara

Si produce nei Comuni di Bastiglia, Bonporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Modena, Nonantola, Ravarino, S. Prospero, Soliera. Si ottiene da Lambrusco di Sorbara minimo al 60 per cento, più un saldo, quale massimo, del 40 per cento con Lambrusco Salamino. La resa è di centoquaranta quintali per ettaro vinificata al 70 per cento. È il più famoso e il più diffuso Lambrusco emiliano. Viene grandemente esportato anche in America, dove è conosciutissimo, al pari di notissime altre bevande industriali, e dove addirittura viene inscatolato e chiamato (traduco liberamente l'espressione) «quel leggiadro rossello italiano ».

Il colore è rosso vivo, con toni granato, con leggere sfumature sul viola. La spuma è vivace, evanescente. Il profumo è pieno, di violetta, talvolta con toni di rosa appassita, soave, leggermente vinoso.

Il sapore è asciutto, talvolta amabile, fresco, frizzante, armonico. L'alcolicità minima è di 11 gradi raramente superiore. L'acidità è del 7 per mille.

Caratteristiche

    • Colore: Rosso

Invecchiamento e accostamenti in cucina

È un vino che non regge l'invecchiamento, da bersi entro due anni dalla vendemmia.
Si tratta di un vino da tutto pasto. Lega perfino sul baccalà alla bolognese. Perfetto sui bolliti misti, sulle tagliatelle col ragù, sulla bomba di riso con i piccioni. Vino semplice da piatti semplici, senza problemi: si stappa, si beve a temperatura ambiente, in qualsiasi bicchiere. Preferisce i vetri rustici.

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