Montepulciano d'Abruzzo

Si produce in provincia di Chieti, di Pescara, di Teramo, dell'Aquila, in centocinquantasei Comuni. Praticamente non c'è località in Abruzzo dove non si produca del Montepulciano.

Si ottiene da uve di Montepulciano; un vitigno che proviene dalla Toscana, e precisamente dall'omonimo paese in provincia di Siena. Questo vitigno fu importato in Abruzzo agli inizi del XIX secolo.

Si tratta di un Sangiovese: il vitigno del Brunello incrociato col prugnolo che lo rende più docile. Le condizioni climatiche regionali e chimiche del terreno fanno il resto. Oltre alle uve di Montepulciano. che devono essere presenti per un minimo dell'85 per cento, è concesso un saldo del 15 per cento con uve di Sangiovese gentile.

La resa è di centoquaranta quintali per ettaro, vinificato al 70 per cento. Si ottiene così un vino rosso vivo, intenso, con unghia violacea da giovane, con tendenza a toni aranciati, mattone, che aumentano più si protrae l'invecchiamento.

Il profumo è fiorito, fruttato, gradevole, invitante. Il sapore è asciutto, leggermente acidulo, rustico da giovanissimo, tannico fino all'allappante, che col tempo prende una morbidezza ed un velluto straordinario. Raggiunge sin dalla vendemmia i 12 gradi alcolici, che con il tempo aumentano sino a punte di 13 gradi ed oltre. L'acidità oscilla da un 7 per mille, che maturandosi scende a valori vicino al 5 per mille.

Il Montepulciano d'Abruzzo è un vino che regge bene un certo invecchiamento anche di dieci e più anni. Già nel suo primo periodo di vita prende l'attributo di vecchio se conservato in botti di legno (rovere o castagno), almeno per due anni prima di venire imbottigliato. La sua maturazione ottimale, specie per le annate più vigorose, quindi quelle più alcoliche e tanniche, la raggiunge verso il quarto anno di età al minimo.

Caratteristiche

Accostamenti gastronomici

Migliora sino ai dodici anni ed anche di più, divenendo in tal caso un grosso vino da arrosto. Giovanissimo, di due anni, è già ottimo; in tal caso è, con riserva, da usarsi a tutto pasto, anche se predilige carni saporite e, tra i primi, le tagliatelle condite con il sugo di arrosto.

Il suo sposalizio d'amore è sugli arrosti di carni grasse, tipo agnello, anatra, suino; quando è più giovane invece è ottimo sulle carni bianche. Squisito sulla cacciagione minuta, cotta in ogni maniera. Particolarmente indicato sui formaggi importanti, piccanti e stagionati.

È opportuno, specialmente se vecchio, stappare la bottiglia qualche ora avanti al suo servizio dopo averla tenuta a temperarsi nella stanza da pranzo, almeno per quarant'otto ore. Sì serve a 18 gradi nei bicchieri da rosso importante.

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