Moscato di Scanzo

Il più raro e sconosciuto tra i moscati DOC italiani viene prodotto in un'area molto limitata, non più di sei ettari, nel territorio di Scanzorosciate nella zona collinare che divide Seriate dalla Val Seriana, a est di Bergamo. Il vitigno appartiene a una varietà che ha acquisito caratteri autoctoni nel tempo. Quasi scomparso, è ora oggetto di attento rilancio a opera di un consorzio di produttori. I vigneti sono a un'altitudine di circa 300 metri ed esposti a sudovest.

La vendemmia avviene tra la fine di settembre e i primi di ottobre. I grappoli perfettamente sani, selezionati manualmente, vengono lasciati ad appassire su graticci per almeno 21 giorni prima della vinificazione. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox. Sempre in inox il Moscato rimane a invecchiare due anni prima di venire immesso sul mercato.

 

L'area di produzione fa parte del comprensorio del Valcalepio. Nell'ambito della DOC la qualifica corretta in etichetta è "Valcalepio Moscato di Scanzo Passito", che identifica esclusivamente il Moscato prodotto nel comune di Scanzorosciate e nelle frazioni di Tribulina e Negrone.

Invecchiamento 5-8 anni e oltre con gradazione alcolica di 14 gradi.

 

Caratteristiche

Vino da fine pasto e dessert

Grazie all'elevata alcolicità e alla ricchezza di corpo, il Moscato di Scanzo sopporta invecchiamenti prolungati. Può accompagnare il dessert, ma è soprattutto un vino da bere dopo la conclusione di un pasto, da conversazione e meditazione. Va servito fresco di cantina (14-16 CC).

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