Moscato di Pantelleria

L'uva è coltivata entro profonde conche scavate nel terreno vulcanico, in modo da immagazzinare le rare gocce d'acqua piovana e la preziosa umidità della notte e difendere le pianticelle, obbligate a rimanere basse, quasi sdraiate, dalla salsedine che corrode e dal vento.

La resa dell'uva è bassissima, sui 30 quintali per ettaro, corrispondenti a una densità non superiore alle 2500 piante le quali, a loro volta, producono ciascuna da uno a due chilogrammi d'uva.

I grappoli sono dai grandi acini, già pronti in agosto e vengono venduti come pregiata uva da tavola.

La vendemmia avviene invece a fine settembre, quando il frutto ha condensato al massimo gli umori della terra.

Dall'uva fresca, torchiata subito dopo la raccolta, si ottiene il Moscato di Pantelleria, sui 12 gradi, con basso residuo zuccherino, fra l'uno e il 5 per cento.

Con l'uva matura e lasciata qualche giorno ad appassire su pietre al sole nasce invece il Passito di Pantelleria, che può arrivare ai 17 gradi e al12 per cento di zuccheri.

Il colore è dorato carico, che tende all'ambrato con l'invecchiamento, sopportato in buone condizioni di cantina fino ai 12-15 anni.

Il profumo è intenso di Moscato, con sentori concentrati di frutta secca (uva passa) e di vaniglia, talvolta di carruba. Il sapore è ampio, sontuoso, grasso e assume in età avanzata ricordi di dattero maturo e di liquirizia.

Caratteristiche

Il Moscato di Pantelleria a tavola

Il Moscato di Pantelleria nella versione semplice è un classico ed elegante vino adatto ai dessert di pasticceria secca; va servito molto fresco, intorno agli 8 °C. Il Passito è più vino da meditazione e da conversazione, anch'esso servito fresco, tuttavia qualche accostamento gastronomico ardito si può tentare con formaggi molto piccanti.

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