Negroamaro

Tutelata da varie DOC, la produzione dell'uva Negroamaro si estende in gran parte della penisola salentina, nelle province di Brindisi e Lecce. La coltivazione è ad alberello, da vigneti piuttosto vecchi che nelle aree migliori arrivano anche ai quarant'anni. La densità è di 4000 piante per ettaro, con una resa di 1,2 chilogrammi di uva per ceppo. In alcune zone la resa viene raddoppiata.

Antico e classico vino da taglio, il Negroamaro si è evoluto fino ad acquisire personalità e prestigio di grande prodotto. Dopo la fermentazione che, secondo le aziende, si svolge in vasche di acciaio o di vetrocemento e, per le produzioni più importanti, dura quasi due mesi, il vino vie ne trasferito ad invecchiare per otto mesi o più in barrique.

Nella versione normale deve avere 120 di alcol minimo, nella Riserva 12,50 e un invecchiamento obbligatorio in cantina di due anni. La Riserva ha ovviamente maggiori capacità di invecchiamento: arriva tranquillamente ai sei anni ma, se ben conservata, anche qualcuno in più.

Caratteristiche

Accostamenti gastronomici

Tutte le versioni del Negroamaro, ma soprattutto le Riserve particolari, si prestano a buon invecchiamento che arriva tranquillamente ai sei anni e in qualche caso molto di più. La bottiglia va tenuta orizzontale e stappata qualche ora prima; il vino, decantato in caraffa, va servito a temperatura ambiente su grandi arrosti di carni rosse, brasati con salse molto caratterizzate, salmì di selvaggina, formaggi maturi.

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