Nero d'Avola

Il Nero d'Avola è il più grande vitigno a bacca rossa di tutta la Sicilia, esteso in una vasta fascia che taglia a metà l'isola, dalla costa tirrenica di Casteldaccia e Cefalù, a est di Palermo, fino a quella del Canale di Sicilia fra Marina di Ragusa, Pachino e Noto.

La parte più importante agli effetti della produzione del Nero d'Avola è quella settentrionale e s'identifica con il nome di due aziende di grande storia, la Regaleali di Vallelunga, presso Caltanissetta, e la Duca di Salaparuta a Casteldaccia.

Impossibile parlare del Nero d'Avola senza citare questi due nomi che si librano ben al di sopra di chiunque altro nel panorama vitivinicolo della zona.

I vigneti sono coltivati variamente: le parti più antiche ancora ad alberello o a tendone, gli impianti più moderni a Guyot, con una densità sulle 4000 piante per ettaro e una resa di due chilogrammi d'uva o poco più per ogni ceppo. Fermentazione in acciaio, sempre, e invecchiamento in botti di rovere di Siavonia grandi o in barrique, secondo le partite. L'affinamento in legno è di 10 o 12 mesi; è indispensabile poi qualche mese di bottiglia.

Caratteristiche

Il Nero d\'Avola a tavola

Il Nero d'Avola è destinato a grande invecchiamento.

Conservare le bottiglie orizzontali, stapparle qualche ora prima del consumo e servire il vino, meglio se decantato in caraffa, alla temperatura di 20 °C in compagnia di grandi arrosti di carni rosse, selvaggina con salse e intingoli come il salmì, brasati importanti e formaggi maturi e saporiti.

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