Oltrepò Pavese Rosso

L'ampia gamma di possibilità offerte dalla DOC nell'impiego delle uve consente ai produttori una varietà di sfumature che stimolano a più assaggi, per capire cosa succede se un Oltrepò è fatto con un po' meno Barbera e un po' più di Uva Rara e Vespolina, oppure di Croatina e così via. Accanto a Barbera e Bonarda, l'Oltrepò Pavese Rosso è il vino emblematico del territorio.

Lo si produce ovunque, da vigneti di età media almeno ventennale con una densità da 4000 a 6000 piante per ettaro e una resa in uva inferiore ai due chilogrammi per pianta. La fermentazione in acciaio, ormai quasi unica, e un'attenta cura nella maturazione, sia in acciaio che in grandi botti di legno, consentono la produzione di un vino di notevole qualità. Nel tipo normale non è imposto nessun invecchiamento, mentre quando il vino supera i 120 ha diritto alla qualifica Riserva e deve rimanere due anni in cantina prima di essere imbottigliato. Gradazione alcolica del vino di 11,5 gradi.

Caratteristiche

Accostamenti con la cucina lombarda

Classico vino da tutto pasto, l'Oltrepò Pavese Rosso si sposa molto bene con tutti i piatti della cucina lombarda anche abbastanza vigorosi, come l'invernale casseoula a base di verze e carne di maiale, ma è soprattutto indicato per tutta la serie dei risotti (alla milanese, alla monzese con la luganega ecc.) e con bolliti e umidi di carni bianche e rosse. Va servito fresco di cantina (14-16 °C).

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