Rosato di Puglia

Si parte dall'uvaggio a base di Negroamaro e Malvasia, con qualche variante che coinvolge Sangiovese, Bombino e Pinot Nero, e le DOC di tutela sono le stesse.

La produzione indicata le comprende anche se in quantità diverse: Castel del Monte, Matino Rosa, Squinzano, Salice Salentino, Lizzano, Leverano.

I sistemi di coltivazione e vinificazione sono quelli del vino rosso, con la variante della pigiatura soffice e del rapido passaggio sulle bucce per evitare eccessiva presa di colore.

Caratteristiche

Accostamenti gastronomici pugliesi

I Rosati pugliesi non reggono un grande invecchiamento, quindi sono da bere entro un paio d'anni dalla vendemmia. Vanno serviti freschi, sui 10°C, per accompagnare tutto un pasto, soprattutto con ricette della cucina regionale ricca di preparazione a base vegetale e di connubi che uniscono ortaggi con pesce o carni bianche: tiella di riso e cozze alla barese, capriata di fave e cime di rapa, orecchiette al ragù, interiora d'agnello o fricassee d'agnello.

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