Schiava Alto Adige

Dell'uva Schiava esistono più specie, in particolare la Schiava Gentile, quindi la Grossa, la Grigia e una varietà locale nota con l'intraducibile nome di Tschaggerlevernatsch, d'origine onomatopeica: la voce tschagg suona in tedesco come l'italiano "ciac" e ricorda il rumore degli acini dalla buccia particolarmente resistente nel momento in cui vengono schiacciati.

I vitigni si adattano bene a terreni argilloso-sabbiosi o ghiaiosi, con esposizioni a sud o a sudovest a una quota fra i 250 e i 400 metri.

Gli impianti sono a pergola trentina con una densità fra le 3000 e le 4500 piante per ettaro e una resa sui trechilogrammi d'uva per ceppo.

Dopo la fermentazione in acciaio o vetroresina, il vino deve affinare alcuni mesi in legno. Alcuni produttori preferiscono grandi botti di rovere, altri le barrique nuove da 225 litri.

Caratteristiche

A tavola con la Schiava Alto Adige

Vino DOC da tutto pasto, piacevole e beverino, la Schiava accompagna molto bene menu con primi piatti dai sapori abbastanza morbidi, come i tortelli di magro, è eccellente su portate di pollame e carni bianche in genere, anche su un fritto misto all'italiana. Servire a temperatura di cantina (14-16 °C).

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