Trento Spumante

La tradizione spumantistica trentina si avvia a compiere il primo secolo di vita.

Fu Giulio Ferrari, nel 1902, a produrre per primo un vino fermentato in bottiglia, impiegando le tecniche apprese nei suoi sog,giorni in Francia nella regione della Champagne. E anche sul suo esempio che l'uva Chardonnay è diventata il vitigno più coltivato nella provincia di Trento. Lo si trova su oltre 1200 ettari suddivisi in frazioni di area rigorosamente registrate nella Carta Viticola del Trentino.

Tutti i vigneti si trovano a quote comprese fra i 300 e gli 800 metri di quota con l'esposizione migliore e nelle condizioni climatiche ideali. Dopo la prima fermentazione in vasche di acciaio, il vino base viene imbottigliato nella classica "sciampagnotta" con aggiunta di zucchero e lieviti. Inizia così una seconda fermentazione che conferisce al vino la tipica spuma. Dopo 24 mesi di riposo, durante i quali il prodotto ha preso dai lieviti e dalle particelle sedimentate le sostanze nutritive, le bottiglie passano al graduale remouage.

I sedimenti si raccolgono nel collo e vengono congelati. La successiva stappatura consente alla pressione interna l'eliminazione della parte congelata.

La bottiglia viene rabboccata con una miscela di zucchero e vino dello stesso tipo di annate precedenti, quindi chiusa con il tipico tappo a fungo imbrigliato nella gabbietta ed etichettata.

Caratteristiche

Lo spumante a tavola

Lo Spumante è vino aperitivo d'elezione, ma anche perfetto ed elegante compagno di un pranzo elegante con piatti leggeri e di una conversazione. Servire a temperatura fresca ma non ghiacciata (sugli 8°C) per non perdere i delicati profumi, e usare bicchieri del tipo floutte, evitando l'anacronistica coppa, più adatta per moscati spumanti.

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