Valpolicella

L'area produttiva investe un ampio territorio, a nordovest di Verona, che si presenta con quattro valli disegnate da corsi d'acqua originati dai Monti Lessini.

L'ambiente è collinare, a declivi molto morbidi, e i vigneti, quasi tutti coltivati a pergola o a cortina, sono generalmente esposti a sudovest su terreni calcarei ricchi di argilla e sassi.

La DOC, concessa fra le prime in Italia nel 1968, prescrive il limite di 120 quintali d'uva per ettaro.

Vengono prodotti il Valpolicella e il Valpolicella-Valpantena, rossi di pronta beva da conservarsi non oltre il secondo anno dalla vendemmia, con un minimo di 11°, e il Valpolicella Classico nella zona storica che comprende i comuni di Negrar, Marano, Fumone, Sant'Ambrogio e San Pietro in Cariano. I tre vini, se hanno un minimo di 12°, hanno diritto alla qualifica Superiore e si prestano a un invecchiamento maggiore. L'affinamento avviene, secondo i tipi, in vasche di acciaio o in botti di rovere e, nel caso del Superiore, anche in barrique.

Caratteristiche

Valpolicella e tavola

Il Valpolicella normale è un elegante vino da tutto pasto che va bevuto entro il primo anno dalla vendemmia e servito fresco di cantina, sui 14 - 16°C.

Il Valpolicella Superiore deve avere un invecchiamento non anteriore al 1° dicembre dell'anno successivo alla vendemmia, con un sapore vellutato e lievemente amarognolo che lo fa preferire, servito anch'esso fresco di cantina, su carni arrosto o in umido, capretto, agnello, maiale, e formaggi maturi.

Può invecchiare in cantina anche tre o quattro anni.

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