Verdicchio dei Castelli di Jesi

Si produce in provincia di Ancona, con epicentro nel Comune di Jesi, Staffolo, Cupramontana, Poggio S. Marcello, S. Paolo di Jesi, Castelbellino, Serra dei Conti. Si ricava da uve di Verdicchio per un minimo dell'80 per cento, con un saldo di Trebbiano e Malvasia toscana congiunti o da soli per un massimo del 20 per cento. Crescendo la percentuale di Verdicchio, il vino prodotto risulta più fresco, lievemente più acidulo, ma nello stesso tempo anche un po' più docile.

La resa è di centocinquanta quintali per ettaro, vinificati al 70 per cento. Si ottiene un vino dal colore giallo paglierino, brillante, limpidissimo, con leggerissimi toni verdognoli. Il profumo è pieno, delicato, fruttato. Il sapore è asciutto, armonico, con retrogusto lievemente amarognolo. La gradazione minima è di 12 gradi.

L'acidità del 5 per mille. Può prendere la denominazione di classico quello prodotto nella zona più antica e più vicina ai Castelli di Jesi, dove ha avuto origine. Non vuole essere invecchiato, ma viene generalmente messo in bottiglia dopo un anno di meditazione in botte. È un vino da bersi giovane, al massimo entro quattro anni dalla data di produzione. La sua migliore resa gustativa la raggiunge al secondo anno dalla vendemmia.

Caratteristiche

Accoppiamenti gastronomici

Ottimo sugli antipasti di mare, sui piatti di pesce di ogni tipo e qualità. Particolare l'accoppiamento con i ravioli ai filetti di sogliola (celebri quelli di Fano), e sulla pizza al formaggio. Va servito a 10 gradi nei classici bicchieri da bianco fresco. Viene anche prodotto un tipo spumantizzato, di qualità non eccezionale, ma gradita. Si tratta di un vino più fresco, leggermente più acidulo del tipo "tranquillo".

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